Archive | June 2016

Nichilismo e Populismo

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Assistiamo quasi impotenti all’affermarsi di forze populiste non solo in Europa ma in tutte le maggiori democrazie. I partiti tradizionali ma soprattutto i valori alla base delle nostre democrazie sembrano non fare piu’ presa sugli elettori alla ricerca di alternative senza sapere effettivamente cosa si cerca. L’importante e’ mostare il dito medio a politici e intellettuali considerati pilastri di un sistema che ingabbia le loro vite in codici vuoti lontani dal loro sentire viscerale. Mentre politici e intellettuali parlano alle teste, queste si sono chiuse lasciando alle emozioni la guida delle scelte politiche. In un guazzabuglio di paura, frustrazione e ricerca di un qualcosa a cui dare le colpe della propria miseria individuale, i politici che riescono a entrare in sintonia con questo sentimento sono coloro che vincono le elezioni. Non c’e’ bisogno di proporre soluzioni o alternative, basta dimostrare di saper capire e ascoltare questo sconforto. Le elezioni vengono vinte mettendosi in sintonia con tutto questo, con politici che rinunciano al loro ruolo di guida per diventare manager dello sconforto: da agenti del cambiamento a megafoni del dolore.  Da dove nasce tutto questa disaffezione? Qual e’ la sorgente di questa rabbia? Naturalmente in tanti hanno pagato la crisi in maniera piú pesante di altri e la loro voglia di cambiamento e’ comprensibile soprattutto quando la lotta alle disuguaglianze e’ scomparsa pure dall’agenda politica della sinistra. La crisi comunque non e’ in grado da sola a spiegare questo malcontento perché esso investe anche le classi medie e paesi come Austria, Olanda, Gran Bretagna e Svezia che hanno sofferto solo in parte la crisi. Perché allora persone con lavoro e un buon reditto finisce ammaliato dalle sirene populiste? Perché persone con un presente tutto sommato roseo sono propensi a fare salti nel buio? Perche mettere a rischio il proprio futuro in una mano di poker? Perché anche in un paese come gli USA all’improvviso vedono in Trump una valida proposta politica?

Da punto di vista filosofico viviamo una fase particolare della nostra storia. La religione ha perso la propria centralitá, mentre le grandi ideologie si sono rilevate legate ad un passato che non esiste piú e incapaci di fornire risposte ad un presente che viaggia a ritmi frenetici. Viviamo senza uno scopo, senza un senso ai nostri giorni, consci che come genere umano non siamo al centro dell’universo. Il nichilismo sembra essere diventato il marchio di fabbrica della nostra epoca andandosi a scontrare con la necessitá umana di dare un senso alle cose. Siamo esseri che constantemente hanno bisogno di dare un senso a ció che ci circonda e alla nostra stessa vita. Il nichilismo ha spogliato l’uomo occidentale di un senso alla propria esistenza. Una volta spogliati di una direzione e di un senso, non rimane che ripiegare su se stessi riducendo la propria esistenza al soddisfacimento dei propri desideri. Questo e’ stato abilmente sfruttato dal marketing e dal capitalismo in generale. La sicurezza materiale, il soddisfacimento immediato dei propri desideri e l’affermazione personale tramite il possesso delle cose hanno fornito un senso di marcia. I beni materiali sono usati per riempire il vuoto delle proprie vite. Non importa quanto grande sia la casa, veloce la macchina o il numero di vacanze in un anno, l’uomo occidentale non sará mai nella posizione di riempire quel vuoto o di dire semplicemente “ho piú di quello che mi serve”. Il capitalismo moderno crea modelli di vita irrangiungibili che condannano alla insodistazione perenne. Ci sará sempre un qualcosa che manca, l’ultimo modello da avere assolutamente o semplicemente qualcuno da invidiare. Solo creando falsi miti e mete irrangiungibili, il sistema capitalistico puó costringere a comprare anche quando tutti i bisogni sono stati soddisfatti. L’insoddisfazoine perenne e’ alla base del nostro sistema economico. Questa incapacitá di vivere quei modelli impossibili genera rabbia e la necessitá d’incolpare qualcuno per il proprio fallimento (immigrati, politici, la UE etc). In questa maniera quello che rimane della classe media viene radicalizzato da un punto di vista politico e va a riempire le urne di chi vuole solo distruggere. Per tanti il senso di insoddisfazione e’ piú una percezione che una realtá, una percezione difficile da cambiare perché sempre messa in competizione con un ideale impossibile. Al momento questa frustrazione e’ contro la classe politica ma la miscela tra la rabbia e il malcontento di una fascia sempre piú crescente di poveri e la frustrazione percepita da chi povero non e’ crea le condizioni per cui a farne le spese sará la democrazia stessa come la conosciamo. Una volta che i populisti falliranno dopo essere arrivati al potere con il voto, non rimarrá che prendersela con la democrazia stessa.

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