Archive | February 2014

Il vizio di piacere a tutti che condanna all’immobilismo

1901212_10152661029904899_1790506927_n

In politica arrivare al potere non puo’ bastare perche` bisogna  essere anche in grado di cambiare le cose. Insomma il potere dovrebbe essere visto come mezzo e non come fine. Sinceramente penso che Renzi sia una macchina perfetta per prendere il potere ma non sia in grado di trasformare questo paese. I suoi discorsi in parlamento hanno confermato un suo vizio che lo avvicina molto a Berlusconi: il voler piacere a tutti senza prendere posizioni chiare su temi scottanti.

Questo ti puo’ anche far vincere le elezioni (purtroppo la ragione per cui tanti lo hanno votato alle primarie) prendendo voti al centro (ovvero la massa di elettori senza un’idea precisa) e magari a destra ma poi ti condanna all’immobilismo una volta arrivato al potere.

Il piacere a tutti significa non avere una linea politica precisa, il tuo unico obbiettivo e` quello di avere il sostegno di piu’ persone possibile stando attento a non dire cose che possano essere divisive. Basta vedere i tanti della vecchia nomenklatura che si sono scoperti renziani (Fassino e Franceschini per esempio). Arrivare al potere senza  una linea politica chiara in comune ti condanna all’immobilismo.Si finisce a tirare a campare con i soliti provvedimenti annunciati con clamore  senza portare alcun cambiamento sostanziale in quanto:

A) Parlamentari e squadra di governo sono troppo disomogenei e l’unica politica possibile e` quella del compromesso che salva il governo ma non e` detto che salvi il paese. Gia’ il PD e’ un mosaico di correnti, se a questo aggiungiamo il NCD di Alfano ho paura che il governo si limitera’ a cambiamenti cosmetici senza incidere troppo.

B) Base elettorale disomogenea. Dato che vuoi piacere a tutti non prendi decisioni inseguendo l’ultimo sondaggio. Per tenere insieme la maggioranza e gli elettori eviti temi scotanti e scelte impopolari.

Il piacere a tutti non e` una caratteristica che contradistingue solo Renzi ma e’ stata la linea politica principe del PD. La via di uscita per il PD sarebbe quella di smettere di essere un “Catch-all party” (ovvero un partito che cerca di prendere voti da persone che la pensono in maniera diversa) e cercare di cambiare la cultura di questo paese.

La sinistra negli ultimi trent’anni non e’ stata in grado d’imporre nessun modello culturale vincente in grado d’imporre la propria visione di societa’. Prima, la natura elittaria ha fatto sottovalutare il pericolo dei modelli e dei valori inculcati nella testa degli italiani dalle tv commerciali; dopo, la voglia di far dimenticare un passato ideologico problematico ha finito per allineare la sinistra ai modelli culturali dominanti. Una volta persi i tratti culturali che ti differenziano, la politica diventa soltanto esercizio del potere. Nel momento che arriva una crisi economica insieme all’esigenza di cambiamento, chi ha inteso la politica solo come esercizio di potere si ritrova non solo sconfitto ma soprattutto incapace di reagire perche’ non ha una visione alternativa da proporre.

Il PD non sara mai in grado d’imporre un modello culturale perche’ e ‘ frutto di una fusione fredda di modelli culturali/politici diversi con il solo destino di proporre politiche frutto di compromessi al proprio Interno.  Bisogna tornare alle radici per proporre un’alternativa culturale valida basata su cio’ che ci differenzia: egualitarismo, diritti delle persone, ambientalismo, solidarieta’ etc etc. Questo puo’ solo avvenire con la scomparsa del PD. Forse non vinceremo le prossime elezioni ma almeno avremmo gettato i semi per per un paese che assomigli di piu’ a quello dei nostri sogni. Insomma tornare a fare politica per cambiare e non solo per vincere le elezioni.

L’incontro Grillo – Renzi

DSC_0348

L’incontro Grillo – Renzi e’ stato un dialogo tra sordi. Il capo carismatico del M5s questo incontro non lo voleva fare, basta vedere come ha posto la domanda sul suo blog. La base, che ha dimostrato piu’ intelligenza politica e soprattutto sensibilta’ democratica, lo ha obbligato ad andare. Lui ci e`andato controvoglia e ha fatto uno show pieno di recriminazioni senza nemmeno lasciar parlar Renzi (che a sua volta ha cercato la battuta facile). Si puo’ essere in accordo con quello che ha detto ma non si puo’ ridurre la democrazia ad una continua dimostrazione di purezza o di quanto siamo bravi noi e brutti e cattivi gli altri. Questo lo puoi fare in campagna elettorale ma non si puo’ ridurre una legislature ad una continua campagna elettorale. A me Renzi non piace (basta vedere quello che ho scrito in passato) ma questo non toglie che lui rimane (purtroppo) il presidente del consiglio incaricato. Le forze politiche non hanno l’obbligo di appogiarlo (ci mancherebbe) ma dovrebbero almeno impegnarsi ad avere un dialogo (duro e aspro quanto si vuole). L’obbiettivo di una forza politica e`quello di vincere le elezioni non di distruggere l’avversario. In una democrazia le forze politiche hanno un minimo di valori comuni e di rispetto reciproco e soprattutto rispetto verso le istituzioni.Nell’incontro tutto questo non l’ho visto e lo trovo preoccupante, un ulteriore segno dell’imbarbarimento della politrica italiana che vacilla tra consociativismo e faida tra bande.

Alla fine lo show di Grillo avra’ l’unico risultato di rafforzare i muri emotivi. Chi era Renziano rimarra’ renziano e chi era Grillino ancora piu’ Grillino. Il risultato e`quello di un paese sempre piu’ spaccato che invece di discutere avra’ un futuro dibattito politico tra partigiani.Una democrazia dove l’elettorato e’ profondamente diviso e non vi e`alcun dialogo ma solo un ripetersi di accuse reciproche non ha futuro e soprattutto nessuna speranza di cambiamento.

Ha colpito la maniera con cui Grillo ha condotto la conversazione: e’ stato maleducato, arrogante e fortemente autoritario. Renzi poteva avere tutti i torti di questo mondo e Grillo tutte le ragioni, ma non tocca a Grillo o al m5s erigersi tribunale e decidere la questione. In una democrazia tocca solo e soltanto agli elettori a cui non e’ stato permesso di farsi un idea e negato un confronto proprio per questo atteggiamento a senso unico di Beppe. cosa accade se a questo atteggiamento associamo il potere? Che spazio possono avere chi in buona fede non la pensa come lui? Possibile che chiunque non la pensi come Grillo sia un ladro, evasore o amico della casta? Attenzione, solo i regimi totalitari hanno l`obbiettivo non solo di cambiare il modo in cui ua comunita` e` organizzata ma anche quello di cambiare le coscienze delle persone con lo scopo di creare l`uomo nuovo rendendo un nemico chiunque non si adegui. Ci vuole un cambiamento culturale, ma saranno forse i miei troppi anni in un paese anglosassone, ma vedo sempre con diffiidenza campagne morali portate avanti da forze politiche soprattutto quando esso diviene l’unico elemento di differenzazione. Sara’ un mio limite ma la vedo cosi.

Renzi e la personalizzazione della politica

DSC00626

Il passaggio da Letta a Renzi non e’ solo l’ ultimo passaggio macchiavellico della politica italiana. E’ sopattutto un altro segnale del deterioramemto della stessa ma soprattutto della sinistra in questo paese ( se esiste ancora). E’ un cambio incomprensibile non perche’ il il governo Letta sia stato efficace ma sulle ragioni che hanno portato a questo avvincedamento deciso all’interno del PD. Alla fine la ragione principale si riduce al bisogno di una persona decisa ed energetica per fare le riforme. A parte la pia illusione, dato che al netto del capo del governo il resto rimane identitico in termini di forze politiche a sostegno del governo ( felicissimo di sbagliarmi), il cambio a palazzo Chigi e’ un altro segno della personalizzazione della politica. Una classe politica priva di idee e di progetti non puo’ far altro che limitarsi a personificare il messaggio politico in una persona. Il leader e’ il messaggio politico. la democrazia e’ fortemente compromessa quando essa viene ridotta soltanto a una scelta di persone e il dibattito politico viene limitato alle qualita’ dei leader senza una discussione su progetti. Per anni abbiamo criticato il centrodestra di essere una forza politica che viveva soltanto in funzione di Berlusconi, dove il dibattito politico si limitava all’esaltazione del leader e bastava la sua presenza per risolvere i problemi. il “ghe pensi mi” o “menomale che Silvio c’e” non erano altro che tentantivi di riempire il vuoto di progettualita’ . Non e’ un caso che quando sono andati al governo hanno fallito perche’ per quanto una persona possa essere intelligente, capace ed energetica non puo’ da sola pensare di dominare la complessita’ di una societa’ moderna. Alla fine gli anni di Berlusconi al governo sono stati solamente una lunga collezione di provvedimenti che assomigliavano solo ad annunci buoni per tenere alto il consenso senza nessuna conseguenza pratica nella vita del paese. Una maggioranza parlamentare e un governo sono efficaci solo e soltanto se hanno una idea chiara di futuro o almeno abbiano un minimo di obbiettivi fortemente condivisi. Se questi non ci sono non si puo’ fare altro che limitarsi a nascondersi dietro il sorriso e le capacita’ carismatiche del leader di turno. Renzi non e’ altro che la carta carismatica di una forza politica divisa, senza progetti e paurosa di perdere il potere. Da anni la sinistra ha smesso di fare battaglie politiche e di avere una idea di futuro. Forse le ideologie sono morte ma non si puo’ ridurre la ragione di essere in politica al “ce lo ha chiesto l’Europa” o ” ce lo chiedono i mercati” o “gli elettori ci punirebbero”. Renzi grazie al personaggio che si e’ creato fungerra’ per un po’ da foglia di fico in grado di coprire la mancanza di progettualita’, sicuramente anche lui ci vendera’ fumo faccendole passare da grandi riforme ma alla fine i nodi verrano al pettine. Alla fine anche il governo Renzi si impantanerra’ perche’ la stella del leader non basta da sola ad indicate la direzione dove andare……..scrivo questo con la viva speranza di sbagliarmi.

Elezioni europee: un’occasione per la sinistra per trovare la stella polare

DSC_0226

La crisi economica che stiamo vivendo e’ frutto soprattutto della finanziarizzazione dell’economia. Anni di ubriacatura neoliberista hanno portato ad una concentrazione delle risorse economiche in poche mani (il famoso 1%).Questo rende l’uscita dalla crisi ancora piu’ difficile perche’ deprime i consumi portando sul lastrico le aziende che operano nell’economia reale e con loro anche i loro dipendenti, mentre la grande finanza se la cava grazie agli aiuti ricevuti da stati e banche centrali senza nessun obbligo di passare i benefici al grande pubblico (privati e aziende) in termini di credito (soprattutto in Europa). Il disastro economico puo’ avere nefaste conseguenze in termini politici. La costante erosione del ceto medio, masse di disoccupati e l’incapacita’ della politica di dare una risposta minano la democrazia offrendo terreno fertile alle forze di estrema destra. La crescente disparita’ nelle nostre societa’ dovrebbe essere il terreno ideale per la sinistra per proporre un’alternativa credibile. Non dimentichiamo che l`egualitarismo e` il grande spartiacque tra destra e sinistra come Bobbio ci ha insegnato. Invece ovunque troviamo le forze politiche progressiste prigioniere in gabbie ideologiche che non le appartengono. Porre limiti alla finanza e politiche redistributive piu’ efficaci sono tabu’ in un dibattito politico condizionato dai media vicini alla grande finanza e ai grandi interessi. Nessuna si illuda comunque. Anche se magicamente la sinistra si liberasse di queste gabbie ideologiche, tornando ad essere genuinamente imbevuta di un spirito egalitario e keynesiano, questo non basterebbe. Un paese che da solo intraprendesse queste politiche sarebbe destinato al fallimento perche` la libera circolazione dei capitali non perdonerrebbe politiche punitive nei confronti dei signori della finanza. Occorrerebbero politiche comuni transnazionali. Anche in questo la sinistra troverebbe un punto di forza grazie alla sua vocazione interrnazionale. Le elezioni europee potrebbero essere una grande occassione per aprire un dibattito e preparare una piattaforma comune tra le forze progressiste. Invece assistiamo ad una marcia in ordine sparso senza un obbiettivo e soprattutto senza una risposta condivisa alla crisi che viviamo. Invece dall`altra parte l`antipolitica e forze di estrema destra colpiscono all`unisono su un punto nevralgico: a che servono la democrazia e le liberta’ personali se non sono in grado di dare una risposta ai disoccupati in cerca di lavoro e a coloro che temono di perderlo? Se la risposta sara’ “a niente” assisteremo ad un cambiamento profondo dei valori alla base del nostro vivere comune. Tocca alle forze progressite e a tutti coloro che credono in un futuro costruito attraverso il dibattito comune tra eguali dare risposte convincenti a quella domanda. Ci riusciremo? Il tempo scorre veloce mentre la primaveera tarda ad arrivare.

Perché Mila 18?

DSC_0276

L’8 Maggio 1943 il bunker situato in Ulica Miła 18 (Via Mila 18) cadeva in mano dell’esercito nazista.
Con esso finisce anche la resistenza del ghetto ebraico alla barbaria nazista, mentre l’armata rossa ormai alle porte della capitale polacca
attendeva la fine dei massacri e con essa la fine della resistenza polacca senza muovere un dito.
Una dimostrazione di come chi si batte per la libertá resta un ostacolo a qualsiasi regime autoritario senza nessuna differenzza di colore.

Oggi, in maniera silenziosa, quasi sotteranea i valori di una societá libera, democratica e solidale sono erosi da tante forze diverse.
Per questo motivo siamo chiamati a una resistenza, una resistenza diversa che si combatte nelle nostre teste e ogni volta che discutiamo di politica in famiglia, sul posto di lavoro con gli amici.

Questo blog vuole essere il mio personale modo di fare resistenza. Non pretendo di avere la veritá in tasca, di convincere qualcuno o di cominciare una rivoluzione. Piú di un blog vuole essere un viaggio personale, un aiuto all’auto-riflessione. Nel momento in cui siamo continuamente esposti a opinioni contrastanti, la necessitá di scivere e di mettere dei paletti nella propria ricerca intelettuale é quasi una necessitá per non perdersi e soprattutto per non diventare, quasi senza accorgersene, alfieri di idee e politiche in contrasto con i nostri ideali.

Se anche tu credi in una societá libera e di eguali, che attraverso la comune partecipazione alla vita politica all’interno di un sistema democratico, mira a creare una societá migliore che misura il proprio successo dal benessere degli ultimi, sei il benvenuto in Via Mila 18.