Archive | May 2014

Il 40% di Renzi e qualche perche’

DSC_0032

Le elezioni europee sono state una grande sorpresa per tutti. In base agli ultimi sondaggi nessuno si aspettava un PD oltre il 40%. Il dato è ancora più sorprendente se si considera il fatto che il PD e’ al governo in un tipo di elezioni dove i partiti di opposizione e anti sistema di solito fanno il pieno. Le ragioni sono tante, nessuna determinante ma tutte concomitanti. Tra le tante ci sono la debolezza di Forza Italia senza Berlusconi e la poca radicalizzazione del M5S sul territorio (Il web non basta, bisogna parlate a tutti. Basta vedere quando poco il movimento ha raccolto nelle elezioni locali che sono il traino per portare la gente a votate in elezioni come queste caratterizzate dalla bassa affluenza). Mi preme però parlare di due ragioni ( nulla di nuovo o rivoluzionario) La prima ha a che fare con la natura dell’ elettorato, l’altra con il nuovo corso renziano del PD.
Le europee sono state l’ulteriore dimostrazione di un elettorato poco ideologizzato, umorale, in cerca del salvatore della patria perché’ profondamente disilluso dalla politica e tutto ciò che la circonda. Il voto e’ sempre più un atto emotivo e quindi instabile. Ragione per cui è diventato difficile per i sondaggisti fare una fotografia accurata del corpo elettorale. In queste condizioni diventano importanti l’ultima settimana e la capacità dei politici di relazionarsi emotivamente con gli elettori. Il candidato vincente non deve dimostrare di avere capacità o idee per il futuro ma deve essere soprattutto in grado di sapersi vendere. Gli elettori votano/comprano quello che il politico trasmette in termini di carisma. Renzi non e’ stato solo bravo solo a vendersi, d’altra parte quello di piacere a tutti e’ la sua carte vincente, ma è riuscito a compiere due cose contemporaneamente.
Da una parte ha “normalizzato” il PD riuscendo a “svecchiare” il partito dandogli un’immagine meno ideologizzata. In altre parole ha reso innocuo il vecchio cavallo di battaglia di Berlusconi, quello dei comunisti. E’ vero che il PD da un punto di viste delle politiche portate avanti da anni e’ ormai un partito piu’ di centro che di sinistra, ma la percezione che l’elettorato moderato aveva era sempre quella di un partito guidato da ex comunisti di cui non ci si puo’ fidare. Con l’arrivo di Renzi si è concluso il lungo processo di restyling della sinistra italiana, non solo da un punto di vista dei contenuti ma soprattutto da un punto di vista dell’immagine che conta più di qualsiasi altra cosa in un contesto elettorale cosi come descritto in precedenza.
Contemporaneamente  Renzi e’ riuscito a tenere con se la sinistra del partito nonostante il tradimento dell’elettorato avvenuto con l’alleanza con Berlusconi dopo il voto e il  governo con Alfano. Per sinistra del partito non penso solo alla nomenclatura (Civati per quanto conta) ma soprattutto la parte dell’elettorato del PD che si ritiene di sinistra. La lista Tsipras ha probabilmente preso piu’ dai delusi del M5s che dal PD. Questa e’ l’ulteriore dimostrazione di come la sinistra italiana non sia ancora riuscita a trovare una propria posizione e una propria forma d’essere. Da una parte ha giustamente rinunciato ai vecchi dogmi marxisti ma dall’altra non ha trovato un porto dove approvare. In mancanza d’altro si continua a votare PD per inerzia o a tifare il partito come una squadra di calcio.
Per Renzi era importante superare questo scoglio che si presentava subito dopo la partenza della sua nave. Ci è riuscito e ora ha un mare aperto fino alle prossime elezioni e dovrà governare in una maniera o l’altra. Nessuno vuole andare al voto allo stato attuale perché’ Renzi vincerebbe ma governare significa prendere decisioni, prendere decisioni significa scontentare qualcuno. Non penso Renzi si possa permettere di accontentarsi a galleggiare perché’ verrebbe punito in quanto la gente vede (a torto o ragione) in lui la possibilità del cambiamento e lo pretende. Nel cambiare le cose rischia di spaccare la nave del PD (tra sinistra e l’elettorato moderato) oltre a prestare il fianco a Grillo e Berlusconi che saranno li a prendere i voti degli scontenti. A Renzi non rimarra’ altro che cercare un legame diretto con gli elettori con un continuo bombardamento mediatico giocando sulle emozioni. Ci riuscira’? Molto dipende da quello che faranno gli altri soprattutto se il M5s finirà con lo stupido avventino televisivo. Una cosa e’ sicuro, Renzi sara’ sempre piu’ indentificato con il PD e il PD sara’ sempre piu’ identificato con Renzi. Un processo che rischia di stritolare il PD annullando il dibattito interno. Il successo di Renzi e l’ulteriore personalizzazione della politica possono significare la fine dell’ultimo partito di massa ancora esistente. Questo rischia di danneggiare la sinistra italiana per lungo tempo. Il PD non e’ piu’ di sinistra ma nella mente degli Italiani lo e’. In un contesto come questo dominato dall’emotivita’ quello che appare e’ quello che conta.