Qualche riflessione sul governo Gentiloni

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Il governo Gentiloni ricorda molto il secondo governo Amato, anch’esso terzo governo in una legislatura di centro sinistra. Gentiloni segue Renzi che aveva fatto le scarpe a Letta, cosi come Amato segui D’Alema che aveva fatto le scarpe a Prodi con la collaborazione di Bertinotti. Come il dottor Sottile, Gentiloni avrá lo scopo di tirare a campare per allontanare il piú possibile le urne aspettando un miracolo o un salvatore che possa evitare la sconfitta alle prossime elezioni e, visto che ci siamo, arrivare a settembre per il vitalizio. Oltre a trovare una soluzione alla crisi bancaria, la meno dolorosa  finanziaramente ed elettoralmente possibile (mission impossible!), l’unico vero scopo di questo governo e’ varare una nuova legge elettorale che non permetta al M5S di governare da solo, obbligandoli ad uscire dal loro purismo e a cercare un minimo di dialogo con le restanti forze politiche. 

E’un governo tattico, di piccolo cabotaggio che cercherá di fare meno danni possibili soprattutto da un punto di vista del consenso elettorale, un governo e una maggioranza con una visione di breve termine che ha come orizzonte solo e soltando il voto piuttosto che la soluzione ai vari problemi di questo paese. Facendo cosi si condannerá all’immobilismo esponendo il PD a mesi di erosione continua in un clima economico che tende al peggio.  In questa maniera diventerá lo strumento migliore per Il M5S e la destra  per rafforzare il loro peso elettorale puntando il dito verso una maggioranza che cerca di rimanere legata alla poltrona. In una clima dove domina l’antipolitica e la rabbia generata dalle difficoltá  economiche, questo governo non fará  altro che aumentare quel distacco tra elettori e politica che danneggerá non solo le forze al potere ma soprattutto la fiducia e la credibilitá delle nostre istituzioni. In tal senso, una carta che questo governo potrebbe giocarsi é il taglio dei costi della politica per disinnescare una delle armi che il M5S userá nella prossima campagna elettorale. Gentiloni si trova nella situazione ideale per farlo “Cari parlamentari del PD, molti di voi non saranno in questo parlamento nella prossima legislatura e la riduzione dei costri potrebbe aiutare qualcuno di voi ad essere rieletto”. Le condizioni per farlo ci sono, la volontá, l’impatto elettorale e gli effetti reali di una riforma del genere saranno tutti da verificare.
Un elemento interessante da notare é che una volta arrivato al potere, il maggior partito della sinistra italiano ha portato a palazzo Chigi tre personaggi che per storia e cultura hanno poco a che fare con la storia della sinistra democratica: Letta proviene dalla Democrazia Cristiana, Renzi dal Partito Popolare mentre Gentiloni e’ stato uno dei fondatori della Margherita dopo una gioventú passata nella sinistra extraparlamentare. Ulteriore dimostrazione di come la sinistra italiana sia incapace di esprimere una visione del futuro e una classe dirigente che non sia il riciclaggio di qualche extraparlamentare pentito o un democristiano tirato a nuovo.  Mancando una vera spinta riformista e un’alternativa al modello liberista, la voglia di rinnovamento e le speranze di cambiamento vengono raccolte da forze che puntano tutto sullo stravolgimento dello status quo, come se lo stravolgimento in se stesso bastasse a migliorare le cose. Queste forze aspirano sinceramente ad un cambiamento ma basano il loro consenso sulla contrapposizione netta alla classe politica attuale, non differenziando tra politico e istituzione, tra impossibilitá e scarsa volonta politica, tra mediazione necessaria in democrazia e inciucio. Questa confusione si trasforma in un rigetto totale di tutto ció che suona vagamente politico creando le basi a chi in futuro userá questo malcontento per rigettare non solo la classe politica ma la democrzia come la conosciamo. Le loro parole e le loro azioni si prestano non solo a dare voce ad un giusto malcotento ma danno corpo e alimentano gli spiriti autodistruttivi all’interno di un popolo il cui l’individualismo, il machismo e lo scarso senso della collettivitá mal si conciliano con la democrazia.
Il governo Gentiloni nato nelle stanze del potere si presta bene a questa retorica soprattutto per chi per opportunismo (tanti politici di opposizione) o per incapacitá non distinguere il piano politico da quello costituzionale. Il risultato é una serie di affermazioni e un’idea generale che abbiamo a che fare con un governo incostituzionale. Non importa se questo non regge da un punto di vista giuridico (art 92 della costituzione) l’importante é notare come questo sentimento distruttivo sia presente e venga rafforzato da questo governo. Dalle parole di Gentiloni, questo governo nasce dalla responsabilitá e dalla neccesitá di dare stabilitá alle istituzioni ma raggiungerá l’esatto opposto perché ció che da stabilitá alle istituzioni non dipende dal numero di parlamentari di una maggioranza ma dal rispetto che esse godono agli occhi dei cittadini. Che rispetto possono avere oggi il parlamento e un governo composto da persone di basso profilo tenuto insieme solo dalla volontá di tardare il momento del voto?
Per queste ragioni, quello di  Gentiloni é un governo pezza:  una pezza per arrivare a fine legislatura, una pezza tra renzismo e partito, una pezza per nascondere i limiti di un’azione politica che non e’ andato oltre ai proclami e alla creazione del personaggio Renzi. Questa pezza fatta di belle parole e di un vuoto senso di responsabilitá sará solo in grado di rendere il buco piú grande. Un buco fatto di frustrazione, sfiducia nelle istituizioni e disaffezione nei confronti della politica e nella democrazia.  Il problema é cosa passerá da quel buco.
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  1. Perché Renzi vuole il Mattarellum | viamila18 - December 19, 2016

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