Perché voto NO!

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Ho passato lunghe settimane di riflessione. Ho sentito un sacco di esagerazioni da ambo le parti, inesatezze e argomenti che solo in parte (ad essere buoni) centrano con il referendum. Ho avuto una sola conferma, la democrazia diretta é una jattura perché non abbiamo politici ed elettori all’altezza.

Questa riforma non é uno scandalo (non si tocca la magistratura e il presidente del consiglio non puó sciogliere le camere come nelle precedenti riforme). Ha dei punti positivi: rimozione del CNEL, province e forse (non ne sono sicuro) rimette ordine al titolo V (le regioni per intenderci che la precedente riforma del centrosinistra aveva scassato dando vita ad una serie di contenziosi presso la corte costituzionale), da solo alla camera la responsabilitá dell’indirizzo politico (voto di fiducia) e annullamento del bicameralismo perfetto.

Detto questo ho spedito il mio voto in ambasciata (vivo all’estero) ed e’stato un NO per le seguenti ragioni:

Le riforme vanno fatte insieme. In un momento di scollamento tra istituzioni e popolo, una riforma imposta a colpi di maggioranza referendaria va ad aumentare la senzazione di un potere politico lontano che mette in crisi ancora di piú la credibilitá e la fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni.

-Insieme alla riforma elettorale, si cambia sostanzialmente la natura del sistema politico passando da un sistema parlamentare ad un premierato nascosto. Capisco che questa é una tendenza dei tempi moderni dove la natura tecnologica delle decisioni non richiede grossi dibattiti ma se questo va fatto bisogna mettere in corpo una serie di procedure che diano risalto al ruolo dell’opposizione. Questo non c’é secondo me e in un paese con la libertá di stampa limitata sarebbe un problema e un pericolo. Cosa accadrebbe se al potere andasse una forza politica o un politico con tendenze autoritarie?

– Saró impopolare ma io ritengo la democrazia diretta un pericolo, dove la maggioranza impone la propria forza riducendo la minoranza in un angolo. In una societá sempre piú tecnica e chiamata a fare scelte informate, la democrazia diretta sarebbe il regno della demogagia. Introdurre referendum propositivi o confermativi significa dare al politico di turno la possibilitá di usare il voto come plebescito come era nelle intenzioni di Renzi quando si é imbarcato in questa avventura.

– Il superamento del bicameralismo é una buona cosa ma nella riforma viene fatto in maniera troppo complessa. Come tutti i meccanismi, anche quelli costituzionali funzionano se sono semplici. Troppe procedure creano confusione e danno adito a forzature.

La nostra é una bella costituzione e ho avuto la fortuna di studiarla e di amarla. Questo non significa che non sia possibile cambiarla. Credo che l’ordinamento costituzionale (seconda parte) ha bisogno di un cambiamento ma questo va fatto in maniera ragionata e insieme. Una democrazia dove le forze politiche sono in continuo conflitto non funziona. Sedersi ad un tavolo insieme per farlo sarebbe un bel modo per far ripartire questo paese insieme. PCI, DC, Liberali e Socialisti ci sono risuciti mettendo da parte le loro fortissime divisioni ideologiche mettendo al centro il futuro del paese. E’ il momento che PD, M5S e il centrodestra mettessero da parte le loro strategie di marketing, il loro purismo infantile e si ricordassero che la democrazia é un compromesso e le regole di questo compromesso vanno scritte insieme.

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  1. Qualche riflessione sul Mattarellum! | viamila18 - December 23, 2016

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