Quel cambiamento culturale che ha reso le nostre società più egoiste e più povere.

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Uno degli elementi che contraddistinguono l’occidente e’ l’emancipazione dell’individuo che gode di diritti  e ragione d’essere in quanto tale. L’intera storia del pensiero occidentale può essere vista coma la lunga marcia dell’individuo, a differenza della tradizione orientale che tende a porre l’accento sulla collettività. Questo non poteva che avere degli effetti in economia dove il sistema capitalistico ha sfruttato l’aspetto edonistico trasformando l’individuo in consumatore. Sganciato da una visione religiosa, diventato autonomo dalla collettività e libero dalla paura nei confronti del potere, l’individuo rimane solo e unico artefice della propria vita a cui deve dare un senso. Questo vuoto e’ stato riempito facilmente dalla ricerca del piacere immediato che passa dal possesso di cose e dalla cura quasi ossessiva della persona posta al centro di ogni cosa: i selfie di Renzi non sono altro che il segno dei tempi. Questo ha prodotto un cambiamento culturale che ha reso le nostre società più egoiste. Solo una società animata dall’egoismo può far passare quasi inosservato la tragedia dei migranti della settimana scorsa. Un’indifferenza che in alcuni nasconde il compiacimento di queste morti che non hanno permesso di arrivare sulle nostre coste a prendere una parte dei beni che ci appartengono. Basta vedere le dichiarazioni di Salvini via Twitter sui barconi in difficoltà che mirano proprio a creare consenso pescando nel torbido di questi sentimenti.

Dichiarazioni di Salvini a parte, l’egoismo dilagante ha altri risvolti politici che modellano il dibattito politico e indirizza le politiche governative. Un maggiore egoismo cambia le richieste da parte dell’elettorato avendo un impatto sulle politiche dei governi e sul tipo di risposta che si propone agli elettori da parte della classe politica. Non a caso lo stato sociale e’ stato smantellato ovunque con la promessa di meno tasse. Le politiche neo liberiste si sono affermate grazie alla promessa di mettere più soldi nelle tasche dei singoli a scapito dei programmi sociali e dei servizi pubblici. Perché pagare sanità, sussidi di disoccupazione o la scuola a gente che non conosco quando posso usare questi soldi per me? Una volta che la società dei consumi crea e soddisfa nuovi bisogni, il liberismo si e’ affermato come la soluzione politica per aiutare a soddisfare questi bisogni levando risorse dal pubblico per darle al privato. Il declino della sinistra e delle lotte per una maggiore uguaglianza sono spiegabili anche grazie a questo cambio culturale che si sposa a perfezione con il neoliberismo che risulta meglio attrezzato da un punto di vista ideologico per interpretare questi cambiamenti.Chi meglio di qualunque altro ha riassunto al meglio questa fase e’ stata Margaret Thatcher con il suo famoso discorso sulla società:

“……la società non esiste. Esistono gli individui, gli uomini e le donne, ed esistono le famiglie. E il governo non può fare niente se non attraverso le persone, e le persone devono guardare per prime a sé stesse. È nostro dovere badare prima a noi stessi e poi badare anche ai nostri vicini.”

Naturalmente lo smantellamento dello stato sociale e la creazione di un sistema politico-economico che ignora gli ultimi poneva dei dubbi etici che sono stati dissipati dai mass media attraverso la criminalizzazione di chi accede ai programmi sociali (descritti come fannulloni), il continuo mettere in risalto gli abusi facendo passare l’idea che tutto il sistema sia marcio, la rappresentazione del pubblico come inefficiente (sanità pubblica verso sanità privata) e la promessa di dare opportunità a tutti attraverso un’economia non più frenata dalle tasse e dall’intervento pubblico dove il singolo può finalmente realizzare i propri sogni in base alle sue capacità. La classe politica ha visto uno spostamento a destra cercando di intercettare un elettorato sempre più sordo all’idea di una società più giusta. La sinistra tradizionale e i partiti cristiani hanno finito per adottare politiche neo liberiste in contrasto con le posizioni ideologiche di partenza per non essere travolti da questo cambiamento culturale.

Il maggiore egoismo ha aiutato l’affermazione delle politiche neo liberiste in altri modi oltre al cambio delle domande politiche da parte degli elettori. L’egoismo ha generato un ritiro dalla vita pubblica che ha portato a un maggiore astensionismo oltre alla crisi delle forme tradizionali di aggregazione (sindacati, partiti e chiesa in primis). Il materialismo consumista ha riempito la vita di tanti presentandosi come unica maniera per raggiungere la felicità e la realizzazione di se stessi. Una volta che tutte le energie sono rivolte verso l’accumulazione di beni, poco rimane da spendere per la cosa pubblica ormai vista anche come ostacolo alla propria felicità. Una volta che le forme di aggregazione all’interno della società sono sminuite, sara più difficile per la singola persona opporsi ai cambiamenti provenienti dall’alto. Le persone che mantengono alta la loro attenzione sulla vita pubblica si ritrovano presto isolati in una massa di consumatori che pone la propria attenzione su altro. Il contesto creato e’ quello di una competizione sfrenata tra individui (lavoro migliore, casa più bella, ultimo modello di cellulare etc) dove ognuno pensa a se e il resto delle persone sono viste come avversari da superare per arrivare alla propria realizzazione personale. Il concetto di “classe sociale” che evidenziava un’appartenenza comune e’ scomparso dai discorsi politici e dagli editoriali giornalistici. La solidarietà tra pari e’ scomparsa nell’illusione che il benessere personale può essere raggiunto solo individualmente e che il resto della società sia un ostacolo e non un risorsa per arrivarci insieme.

L’azione combinata  tra egoismo e neoliberismo ha generato una spirale che sottrae potere dalla sovranità popolare per trasferirlo ai mercati. Lo stato si riduce a regolare poche materie rinunciando a obbiettivi che avrebbero un impatto positivo sulla vita di tutti come la piena occupazione o una sanità più efficiente per tutti. Il crimine perfetto e’ poi completato grazie al tacito accordo della parte della popolazione che in teoria beneficerebbe di una società più equa. Siamo tutti convinti di fare a meno della protezione di uno stato sociale visto come rifugio dei perdenti e ostacolo per le persone intraprendenti. L’unico risultato e’ una società sempre più povera e ricca di illusione mentre un parte piccolissima diventa sempre più ricca .

Nel prossimo articolo vedremo come questo egoismo ha portato a una reazione diversa alla crisi e come la distorsione del concetto di individualismo spogliato dal sentimento di solidarietà mina in profondità le nostre democrazie

Seguici su twitter:@viamila18

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6 responses to “Quel cambiamento culturale che ha reso le nostre società più egoiste e più povere.”

  1. Yuri Buccino says :

    Reblogged this on Appunti Scomodi.

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