Quirinale: Il M5S alla difficile prova di maturita’

M5S

La democrazia viene spesso vista come una maschera che dona legittimità’ ad un potere nelle mani di un’oligarchia, soprattutto in un paese come l’Italia. Il M5S ha rappresentato la novità più grossa degli ultimi anni nel panorama politico Italiano e la sua ascesa ha dimostrato come cittadini ben organizzati possono rompere, o per lo meno influenzare, i ristretti gruppi di potere attraverso le regole del gioco democratico. Hanno inoltre rappresentato una novità da un punto di vista mediatico dando peso alla rete nell’arena politica. L’uso della rete ha permesso loro di bypassare i media tradizionali vicini alle oligarchie che hanno in mano questo paese.

Il movimento però ha anche mostrato una serie di limiti. L’aspetto meno utile e’ stato il loro modo di intendere la loro presenza in parlamento come testimonianza, una specie di monumento vivente al valore dell’onesta’ all’interno del parlamento. Invece di cercare di scardinare il sistema politico allargando le sue crepe, hanno preferito congelare il loro peso politico, limitandosi alla denuncia o a qualche piccola vittoria in ambito legislativo, evitando di trovare accordi con altre forze politiche (o loro pezzi) per un impatto maggiore.

Le ragioni di questo modo di fare politica sono tante. Una di queste è sicuramente legata all’aver creato il proprio consenso raccogliendo i voti dei tanti delusi della politica nostrana con un linguaggio di sfida nei confronti dei partiti: partecipare al gioco politico sarebbe stato considerato una specie di tradimento dai “puristi”. La squadra parlamentare, per quanto piena di gente di buona volontà, è priva di esperienza politica, prezzo da pagare al rinnovamento. L’inesperienza è rischiosa quando ci si relaziona a gente che ha fatto della politica il proprio mestiere e la scelta più cauta è stata quella di isolarsi. Il fare politica come testimonianza ha inoltre il vantaggio di nascondere i limiti di essere una forza variegata, composta e appoggiata da elettori di diversa estrazione (da qui il loro tentativo di non farsi racchiudere nella dicotomia destra-sinistra). Fare testimonianza non comporta scelte radicali che possono dividere, ma si cerca di concentrare il dibattito su quello che si è (anti casta, onestà etc) piuttosto su quello che si vorrebbe fare al netto di proposte ampiamente condivisibili.

Alla possibilità di un cambiamento nel presente hanno dunque preferito coltivare il sogno di un’improbabile (allo stato attuale) vittoria elettorale nel futuro, marcando in maniera netta la loro diversità dalle oligarchie al potere.  Vivere la politica come testimonianza nel nome della propria identità ha congelato il voto di tanti Italiani che chiedono ora una risposta ai loro problemi . Questa loro caratteristica li ha  portati anche a una serie di errori come nell’elezione del secondo Napolitano o durante la formazione dei governi Letta/Renzi dove potevano usare la loro presenza in parlamento per cercare di rompere i giochi politici e portare un cambiamento radicale.

Alla luce di tutto questo, la posizione del movimento alle ultime elezioni per il presidente della repubblica appare come una rottura nel modo di operare del M5s e forse un tentativo di cambiare il loro modo di fare politica. Dall’assemblea del gruppo parlamentare è uscita una rosa di nomi come possibili presidenti che include i nomi di Prodi e Bersani ( anche se poi la scelta finale e’ caduta su Imposimato). Certamente questi nomi non sono il massimo della coerenza da parte loro alla luce dei mesi scorsi ma è forse la prima volta che iniziano a fare politica machiavellicamente parlando. Sanno benissimo di non aver la forza per eleggere un presidente da soli ma usano l’occasione per spaccare il PD e con esso il patto del Nazareno. Alla possibilità di usare il voto per il Quirinale come una nuova opportunità per rafforzare la loro differenza, si fanno dei nomi nel tentativo di raggiungere un risultato concreto nel breve periodo.

La decisione del gruppo parlamentare appare un segno di maturità da parte del movimento. Questa prova di maturità non e’ priva di rischi in quanto la mossa potrebbe  mettere in crisi il movimento stesso  con una base spesso educata  a “v********o”, “ladri”, “mandiamoli via” etc. La scelta di inserire i nomi di Prodi e Bersani potrebbe infatti non essere capita dalla frangia purista del movimento dedita alla distruzione di tutto ciò che suona vagamente politico, facendo poca distinzione tra politici e istituzioni .

Queste elezioni possono dunque segnare una nuova fase nella storia del M5S, un  tentativo di cambiamento nel loro modo di fare politica cercando una sponda in tanti parlamentari al di fuori del M5S che non si riconoscono nel patto del Nazareno. Il tentativo va apprezzato perché’ cerca di cambiare le cose da subito non aspettando un futuro messianico che può anche non arrivare mai.

Per il M5S è arrivato il momento di decidere su cosa fare da grandi: usare i voti per cambiare il paese oppure continuare a fare testimonianza vagheggiando il 100% dei voti. Entrambe le scelte contemplano rischi ma riteniamo che perdere voti per cambiare almeno un po’ il paese sia più onorevole che spegnersi lentamente per ribadire la propria purezza. La politica ha senso se la si usa per migliorare la vita di chi la subisce piuttosto che un uso fine a se stesso per il gusto di piacersi.

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  1. M5s ormai complice del Patto del Nazareno | viamila18 - January 31, 2015

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