Il terrorismo islamico figlio anche del liberismo economico

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La cosa più preoccupante degli attentati di Parigi è constatare che gli attentatori non erano immigrati (con sommo dispiacere di Salvini) o stranieri intrufolatesi in Francia, ma erano francesi, nati e cresciuti nell’esagono,  figli di emigrati. Come mai le nuove generazioni cresciute nelle grandi periferie sono più estremiste dei loro genitori? Perché tanti giovani musulmani adottano una visione religiosa più’ radicale di quella dei loro genitori nonostante siano cresciuti in un ambiente in teoria distante dal fanatismo religioso?

All’indomani degli attentati, il presidente francese Hollande ha riaffermato il valore della libertà. Ha richiamato tutti all’unità e a riconoscersi in questo valore, non importa il credo religioso di appartenenza perché in una democrazia i diritti appartengono a tutti . Il discorso di Hollande è figlio dell’idea che i valori professati dall’occidente siano forti in natura per influenzare chiunque ne venga a contatto e da soli bastino a cementificare una comunità dandole una ragione comune. Siamo sicuri che questi valori abbiano la facoltà di attrarre chiunque al netto di qualsiasi altra considerazione? Sono questi valori sufficienti per evitare la frammentazioni delle nostre comunità?

Per quanto questi valori siano forti e validi per porre le basi del nostro vivere insieme, non dobbiamo mai dimenticare che essi non riempiono la pancia. Non possiamo credere che il continuo rimarcare dell’importanza della libertà sia da solo sufficiente a difenderla e a renderla immune dagli estremismi di qualunque forma. Come Pertini ci ha insegnato:

“…la libertà senza giustizia sociale può essere anche una conquista vana. Mi dica, in coscienza, lei può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha lavoro, che è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli e educarli? Questo non è un uomo libero. Sarà libero di bestemmiare, di imprecare, ma questa non è la libertà che intendo io.”

Il taglio dello stato sociale, la precarietà e le politiche di austerità hanno reso il presente problematico e tolto la speranza al futuro. Le periferie sono state lasciate a se stesse, a bollire in un rancore sempre più’ profondo e  ostile nei confronti della politica. Quando non si ha un lavoro, si vive in un ambiente corrotto dalla criminalità,   in case sempre più fatiscenti con la distanza dai quartieri migliori che aumenta in termini di vivibilità, parole come libertà, laicismo, fraternità e uguaglianza assumono il retrogusto della beffa. Queste parole appaiono come una tenda di ipocrisia posta a coprire il fallimento della politica o strumenti di distrazione per occultare l’egoismo di chi si arricchisce sulla povertà degli altri.

Democrazia e Europa sono diventate sinonimo di politiche di austerità che condannano alla povertà i giovani dei ceti medio-piccoli, mentre arricchiscono sempre più’ chi nelle periferie non ci metterà mai piede se non per sbaglio o per chiedere voti. La democrazia e’ percepita non come piattaforma per discutere di possibili soluzioni ma come una scatola vuota per attuare programmi economici punitivi. L’alternativa che si presenta a tanti non e’ quella di proporre politiche diverse ma quella di abbattere l’intero sistema . Il radicalismo islamico e’ l’altra faccia della medaglia del perché tanti giovani in Europa hanno posto le loro speranze in movimenti che voglio cancellare la democrazia o darle una svolta più’ o meno autoritaria: dal Front National alla Lega, da Alba Dorata allo UKIP.

Per questo motivo il terrorismo islamico e la radicalizzazione politica di tanti giovani e’ anche figlia di politiche economiche sbagliate. Dopo aver pagato il prezzo economico in termini di disoccupazione e maggior povertà, sta arrivando il momento di pagare il prezzo in termini politici se non si da una svolta.

E’ il momento di offrire un’alternativa democratica e porre fine alle politiche liberiste se vogliamo dare un futuro non solo ai giovani ma anche alle nostre istituzioni democratiche. Il fondamentalismo islamico o altre forme di fascistizzazione di tanti giovani e’ una risposta politica a problemi sociali e economici. Se non diamo una risposta a questi problemi sarà difficile mantenere l’unità delle nostre società e in  queste crepe rischiano di scomparire quei valori che a parole siamo tutti pronti a difendere.

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  1. Terrorismo 2.0 e il suo brand | viamila18 - July 15, 2016

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