Je suis Charlie….. ma non portatelo alle crociate

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Il grande nemico del terrorismo islamico non sono ne’ le bombe ne’ lo schierarsi dietro differenze culturali e religiose usate come clavi contro chi è diverso. Hanno attaccato un giornale libero e laico perché’ il diffondersi di una cultura tollerante che crede nella divisione tra stato e religione, nella libertà di espressione e nel valore della vita umana in quanto tale, al di fuori di una visione religiosa, sono i veri nemici del terrorismo.

Potevano attaccare sedi di partito di estrema destra o circoli religiosi e invece hanno colpito chi ha fatto della libertà il proprio marchio di fabbrica. Le bombe e la propaganda anti-islam che non distingue tra religione e terrorismo, sono i grandi alleati del fondamentalismo islamico perché’ vengono usati come argomenti per fare proselitismo.

Gli estremismi contrapposti sono fuochi che si alimentano a vicenda bruciando lo stesso combustibile fatto di paura, intolleranza e ignoranza. La loro forza è un riflesso della forza del nemico cui dicono di contrapporsi. Più sono bravi a instillare la paura del nemico e dirottare il dibattito politico su questo tema, più è facile per loro sembrare giganti. Gli estremismi che si oppongono sono come due carte che si reggono, una grazie all’altra: se una carta cade porta con se l’altra.

A ogni azione da una parte segue una contro reazione dall’altra, con la conseguenza di scatenare una spirale che rischia di rendere le nostre società simili ai sogni di chi è entrato nella redazione di  Charlie Hebdo   con l’intento di uccidere. Non bisogna permettere che Charlie sia portato alle crociate contro il diverso e usato a fini politici per limitare la libertá di culto e di espressione rendendo le nostre società meno liberali.

Il terrorismo non può essere relegato a solo problema di sicurezza da risolvere con maggiori controlli a scapito della libertà delle persone o con più bombardamenti. Il terrorismo è prima di tutto un problema culturale. Solo educando alla tolleranza, alla laicità e ai valori democratici possiamo uscire vincitori da questa lotta senza snaturare noi stessi. Educazione non solo per il bacino di giovani a cui il terrorismo islamico attinge ma anche nei confronti dei tanti che vanno alla crociata contro l’Islam nel nome di un’identità occidentale dimenticando che laicismo, diritti umani, libertà e democrazia sono parte di quella identità nata come risposta alle guerre di religione che hanno insanguinato il nostro continente per troppo tempo.

La risposta al terrorismo passa anche dando una risposta ai problemi delle periferie delle nostre città creando un futuro per tanti giovani disoccupati traditi da politiche liberiste che non lasciano spazio a modelli diversi, rafforzando l’idea che il terrorismo religioso sia l’unica alternativa politica a disposizione.

Coloro che credono nella libertà, nell’uguaglianza e nella fratellanza hanno oggi l’arduo compito di far passare il futuro in una cruna d’ago sempre più stretta tra terrorismo religioso e reazione antidemocratica. Se Charlie viene portato alle crociate con successo cambiando il nostro modo di vivere, vinceranno tutti tranne la libertà.

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2 responses to “Je suis Charlie….. ma non portatelo alle crociate”

  1. rfrancalanci says :

    Complimenti per il blog, ci ho fatto in giro e ho trovato argomenti sviluppati
    in modo approfondito e con quella critica necessaria per cercare di capire i fatti.
    Scelgo di commentare questo articolo perchè i fatti della Francia hanno turbato molte persone, anche io ci sono rimasto male.
    La prima cosa che mi venuta in mente è il nostro Vernacoliere, (sono toscano) ma il Cardinali in merito alla satira sulle religioni una volta si espresse in questo modo :
    – Si possono fare caricature sui religiosi, ma non sulle religioni. Non mi sono sono mai permesso e mai lo farò di realizzare caricature su qualsiasi religione –
    Condivido in pieno.
    Non sono Charlie, non l’ho mai detto, e bisognava che arrivasse il papa per affermarlo, prima solo gli islamici poi anche altra gente, infine … anch’io.
    Detto questo potrei sembrare un filo islamico, e anche qui devo spiegarmi meglio…
    Non è disprezzando le religioni altrui che costruiamo basi solide per la nostra società.
    In rete hanno pubblicato di tutto e mi sono riletto questo :
    http://www.kelebekler.com/occ/terzani.htm
    E’ una chiave di lettura di molti anni fa, ma sempre attuale.
    Anche i francesi farebbero meglio a chiedersi come mai si sono formati
    nuclei di terrorismo all’interno del loro paese.
    E qui mi fermo perchè qualche francese potrebbe risentirsi !
    Non è dipeso solo da loro…
    Anche la tua analisi dei fatti è molto attenta e per certi versi va in una direzione…. parallela !

    • viamila18 says :

      Grazie per le belle parole nei confronti del mio blog e per il commento. La lettera di Terzani alla Fallaci e’ molto attuale e concordo che con il muro contro muro o con le offese non si va da nessuna parte. La globalizzazione ha reso questo mondo picolissimo e siamo obbligati nolenti o dolenti a entrare in contatto con persone diverse. Se non impariamo a comprendere gli altri e ad accettare quello che e’ diverso, rischamo di dare al mondo un futuro caratterizzato dalla guerra continua.

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