IL PD e la sua natura postmoderna

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Il continuo cambiamento, il pensiero debole e la mancanza di una finalita’ sono alcune delle caratteristiche della societa’ moderna. Questa fluidita’ e mancanza di riferimenti della nostra epoca viene descritta spesso con il termine di postmodernismo. Da un punto di vista culturale questo e’ dovuto alla moltiplicazione e alla diffusione dei mezzi di comunicazione ( soprattutto internet) che ha permesso lo sviluppo di infiniti modelli culturali. La societa’ non e’ piu un blocco piu’ o meno uniforme ma la composizione variegata di diverse subculture. Questo cambiamento culturale ha naturalmente avuto un impatto sulla politica trovando la sinistra italiana completamente impreparata.

Nella prima repubblica il PCI aveva una ideologia ben precisa che parlava e rappresentava gli interessi di una componente ben definita del popolo italiano: operai, dipendenti, disoccupati etc  Le sezioni e la stampa di partito informavano e divulgavano concetti che erano sposati da gran parte dell’elettorato che pensava di appartenere ad un gruppo sociale ben definito: il proletariato. Anche se questo gruppo non era pienamente omogeneo, quello che importa e’ che aveva la stessa visone del fututo, condivideva comportamenti simili e pensava in maniera piu’ o meno uniforme. Una societa’ meno variegata permetteva di avere una visione forte che poteva andar bene a gran parte degli elettori. A questi si chiedeva il voto senza la necessita’ di adattare il proprio messaggio politico alle diverse esigenze, in quanto queste erano minori di oggi e si differenziavano in maniera meno estesa. La fine del sogno comunista, il ridursi della base operaia e la societa’ multiforme hanno trovato la sinistra incapace di elaborare una visione di futuro che possa essere condivisa da una base elettorale sufficente per cambiare questo paese. Da questo punto di vista, la destra si e’ trovata piu’ preparata rinunciando al ruolo di guida dello stato e dando al mercato la funzione di regolare e prepare il futuro, ingenuamente pensando che qualsiasi risultato il mercato proponga sia il migliore dei mondi possibili.

Il PD e’ la naturale conseguenza di questi processi. Il maggior partito della sinistra italiana e’ ormai un contenitore di diverse anime rappresentando interessi e opinioni in contrasto tra loro. Il PD e’ un partito postmoderno da questo punto di vista, senza un’idea precisa del futuro riducendo la politica a semplice comunicazione. Esso accetta semplicemente il presente, limitandosi a piccole riforme che accomodano il mercato o l’opinione pubblica senza nessun legame ad un progetto preciso.

Anche al di fuori dei partiti e dei movimenti politici, la sinistra si e’ sbriciolata in diversi gruppi con priorita’ e sensibilita’ diverse: dalla difesa degli animali al dirtto all’eutanasia, dai diritti degli omesessuali alla difesa degli emigrati, dalla lotta contro l’inquinamento alla difesa della multiculturalita’. Tutte queste battaglie sono valide e vanno la pena di essere combattute ma manca una visione comune che permetta di muoversi insieme. Una vittoria in un campo sara’ sempre limitata con il rischio di tornare indietro se tutto il contesto non cambia. Sia chiaro che qui non si vuole ne’ il ritorno ad una ideologia pregnante con risposte pronte a qualsiasi problema ne’ un nuovo sogno da vendere. La sinistra deve pensare a definire delle linee guide con cui modellare il futuro e avere il coraggio di essere coerente anche se questo costa voti nel breve periodo. Senza linee guide e senza un progetto, la politica diventa soltanto esercizio del potere. Nel momento in cui arriva una crisi economica, insieme all’esigenza di cambiamento, chi ha inteso la politica solo come esercizio di potere si ritrova non solo sconfitto ma soprattutto incapace di reagire perche’ non ha una visione alternativa da proporre. Questa incapacita’ di pensare il futuro e’ una delle ragione della crisi della sinistra, che prima e’ stata sconfitta dalla destra iperliberista e ora rischia di dare spazio a movimenti populisti che basano il proprio messaggio non sulla razionalita’ ma sulle emozioni, riuscendo in questa maniera a trovare una maniera coerente per rivolgersi a tutti.

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  1. Qualche riflessione sulle elezioni regionali | viamila18 - June 1, 2015

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