La lezione dell’ultimo voto francese

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Le ultime elezioni amministrative in Francia hanno visto un’avanzata del Fonte Nazionale e un contemporaneo tracollo del Partito Socialista al potere. Nel momento in cui ti ritrovi in una crisi come questa, la gente chiede giustamente un cambiamento e si rivolge verso coloro che sono apparentemente in grado di fornirlo. La paura del futuro e l’incomprensione del presente spingono gli elettori a rivolgersi verso coloro che sono in grado di semplificare la realtà affermando che tutto si possa risolvere con l’ordine, che si possa tornare a un passato idilliaco senza pagar dazio o che la colpa sia sempre degli altri.

Holande, come quasi tutta la sinistra europea (al netto della sinistra radicale), da un punto di vista economico non ha fatto altro che copiare le ricette neo-liberiste della destra. Allo stato attuale la sinistra è incapace di fornire un’alternativa credibile perché le ricette che propone sono più o meno le stesse proposte negli ultimi 20 anni, le stesse ricette che hanno creato questo disastro. Non avendo un’agenda economica diversa dalla destra conservatrice e liberale e abbandonando in buona parte l’idea di una società economicamente più giusta, la sinistra si e’ caratterizzata soprattutto per le battaglie sui diritti civili (coppie di fatto, matrimonio per tutti, eutanasia, diritti degli emigrati etc). Battaglie condivisibili ma nel momento che la gente rimane senza lavoro, sono battaglie che non attirano voti, anzi danno la percezione di una politica lontana dai bisogni veri della gente. Non è un caso che in Grecia come in Francia, l’estrema destra (anche se differenti) avanza dopo governi socialisti.

Comunque anche la destra di Le Pen (se arriverà al potere) non farà altro che seguire le stesse ricette economiche pena il disastro. I mercati al momento non pongono freni al movimento dei capitali. Un governo che cercasse di cambiare il corso dell’economia verrebbe punito. Non perché’ ci sono lobby o cattivoni in cappuccio ma perché’ il denaro va dove puo’ creare utili maggiori. L’estrema destra francese, come tutte le destre estreme, pensa di risolvere i problemi come se le cause di queste risiedessero solo nel paese a cui fanno riferimento, come se la politica fosse solo e soltanto il riflesso della propria volontà. Una volta giunti al potere, dopo i cambiamenti di superfice, si adegueranno alle condizioni esistenti pena il tracollo. Per uscire da questa situazione bigerebbe trovare dei nuovi accordi transnazionali che pongano limiti alla finanza. Per far cio’ bisogna essere in grado di dialogare con altri paesi e con altre forze politiche. Non credo che l’estrema destra per sua natura abbia la predisposizione per far questo.

Una cosa che caratterizzava la sinistra era il suo Internazionalismo. Cosa purtroppo andata persa proprio ora che ce ne sarebbe un maggiore bisogno in un mondo sempre piu’ globalizzato. Sfide come il riscaldamento globale, emigrazione, esaurimento delle risorse e la finanza globale senza limiti hanno bisogno di risposte globali e nessun paese puo’ pensare di risolverli da solo. Invece assistiamo a forze politiche che non riescono a vedere oltre il proprio cortile eletttorale.

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