Elezioni europee: un’occasione per la sinistra per trovare la stella polare

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La crisi economica che stiamo vivendo e’ frutto soprattutto della finanziarizzazione dell’economia. Anni di ubriacatura neoliberista hanno portato ad una concentrazione delle risorse economiche in poche mani (il famoso 1%).Questo rende l’uscita dalla crisi ancora piu’ difficile perche’ deprime i consumi portando sul lastrico le aziende che operano nell’economia reale e con loro anche i loro dipendenti, mentre la grande finanza se la cava grazie agli aiuti ricevuti da stati e banche centrali senza nessun obbligo di passare i benefici al grande pubblico (privati e aziende) in termini di credito (soprattutto in Europa). Il disastro economico puo’ avere nefaste conseguenze in termini politici. La costante erosione del ceto medio, masse di disoccupati e l’incapacita’ della politica di dare una risposta minano la democrazia offrendo terreno fertile alle forze di estrema destra. La crescente disparita’ nelle nostre societa’ dovrebbe essere il terreno ideale per la sinistra per proporre un’alternativa credibile. Non dimentichiamo che l`egualitarismo e` il grande spartiacque tra destra e sinistra come Bobbio ci ha insegnato. Invece ovunque troviamo le forze politiche progressiste prigioniere in gabbie ideologiche che non le appartengono. Porre limiti alla finanza e politiche redistributive piu’ efficaci sono tabu’ in un dibattito politico condizionato dai media vicini alla grande finanza e ai grandi interessi. Nessuna si illuda comunque. Anche se magicamente la sinistra si liberasse di queste gabbie ideologiche, tornando ad essere genuinamente imbevuta di un spirito egalitario e keynesiano, questo non basterebbe. Un paese che da solo intraprendesse queste politiche sarebbe destinato al fallimento perche` la libera circolazione dei capitali non perdonerrebbe politiche punitive nei confronti dei signori della finanza. Occorrerebbero politiche comuni transnazionali. Anche in questo la sinistra troverebbe un punto di forza grazie alla sua vocazione interrnazionale. Le elezioni europee potrebbero essere una grande occassione per aprire un dibattito e preparare una piattaforma comune tra le forze progressiste. Invece assistiamo ad una marcia in ordine sparso senza un obbiettivo e soprattutto senza una risposta condivisa alla crisi che viviamo. Invece dall`altra parte l`antipolitica e forze di estrema destra colpiscono all`unisono su un punto nevralgico: a che servono la democrazia e le liberta’ personali se non sono in grado di dare una risposta ai disoccupati in cerca di lavoro e a coloro che temono di perderlo? Se la risposta sara’ “a niente” assisteremo ad un cambiamento profondo dei valori alla base del nostro vivere comune. Tocca alle forze progressite e a tutti coloro che credono in un futuro costruito attraverso il dibattito comune tra eguali dare risposte convincenti a quella domanda. Ci riusciremo? Il tempo scorre veloce mentre la primaveera tarda ad arrivare.

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